Quando incontro per la prima volta una coppia di sposi che pensa di celebrare le proprie nozze con una cerimonia civile e/o simbolica, la titubanza che esprime in merito è che il rito possa rivelarsi imbarazzante.

Soprattutto il futuro sposo ha paura di non sentirsi a proprio agio durante la cerimonia nuziale, di provare imbarazzo e non riuscire a godersi quello che dovrebbe essere uno dei giorni più belli della sua vita.
Infatti, si pensa che il matrimonio sia una cosa “da femminucce”, una questione di fiocchetti e decorazioni. Di conseguenza, chi non è interessato a questi elementi vive il matrimonio come qualcosa che non lo riguarda. Per molti l’organizzazione delle nozze spetta alla futura sposa, mentre l’uomo troverà in qualche modo il matrimonio già fatto. Il rischio quindi è che poi quel giorno si ritrovi in una situazione che non gli appartiene. Ed è questo a provocare disagio, ansia e sensazioni negative.

Ma il matrimonio non è l’insieme delle decorazioni o il mega parti. È un rito di passaggio importante nella vita di tutti, ed è questo che va celebrato nella cerimonia.
Se avete deciso di sposarvi è perché volete creare una famiglia, volete far sì che il vostro progetto di vita insieme si concretizzi, volete dare ufficialità al vostro legame.
Indipendentemente dal fatto che abbiate scelto un rito laico o uno più affine alla vostra spiritualità, si tratta comunque di una consacrazione davanti ai vostri cari. Starete festeggiando la vostra volontà di essere una famiglia.
Vedendo la situazione da questo punto di vista, vi renderete conto che invece il matrimonio vi appartiene profondamente, come concetto.

Non sono le decorazioni a non farvi sentire in imbarazzo, a rendere piacevole il rito e a farvi sentire a vostro agio. Quello che conta davvero è il contenuto della cerimonia stessa.
È la parte più importante delle nozze. Rappresenta il vostro progetto di famiglia, qualcosa a cui tenete profondamente. Ed è semplicemente questo che dovete esprimere. Vedrete che se farete questo già una parte dell’imbarazzo sarà andata via.

L’altra parte dell’imbarazzo che potrete provare è sicuramente legata a dei momenti specifici della cerimonia.
Per esempio il momento in cui si legge un ringraziamento speciale oppure quello fatidico delle promesse.
Se siete un po’ timidi, avere addosso gli occhi di tutti può spaventare.

Purtroppo il matrimonio è spesso vissuto come uno spettacolo, in modo particolare la cerimonia viene vista come qualcosa di artefatto, cinematografico. Vi sposate e ci sono degli spettatori ad assistere, che si sentono in diritto di giudicare.
Questo meccanismo, in cui gli invitati sono lì ad assistere e poi danno la loro recensione, è tipico delle cerimonie nuziali in generale ed è ancora più vero per le cerimonie diverse, più nuove e personalizzate.

È un concetto sbagliato, che purtroppo noi italiani (ma è così un po’ in tutto il mondo) portiamo radicato nella nostra cultura.
Tanto è vero che, ve ne sarete accorti, quando si fanno i matrimoni in chiesa alcuni invitati stanno fuori, aspettando che il rito finisca.
Come quando si è costretti ad andare a vedere al cinema un film che non ti piace. E quindi appena si può, si va al bar o si preferisce stare fuori a fumarsi una sigaretta e fare due chiacchiere con un amico.
Visto che si tratta di un limite culturale, non si può cambiare la mentalità degli invitati, ma si può creare una cerimonia diversa.

In una cerimonia fatta bene gli ospiti partecipano al rito. Il matrimonio non è fatto solo dagli sposi, dal celebrante e dai testimoni. Ma è un rito fatto da tutti gli invitati. Saranno tutti gli invitati che festeggeranno, che si emozioneranno, che vivranno quel momento con voi.
E a nessuno verrà in mente di alzarsi, perché staranno vivendo qualcosa di speciale.

Questo porta tutti gli invitati a vedere in maniera corretta il rito, capire che non è uno spettacolo, ma un’occasione di gioia e di condivisione. Non solo, porta gli sposi a non sentirsi a disagio. Non si ha più la sensazione di essere sul palcoscenico, a recitare una parte per far bella figura.
Spesso vedo alcune coppie che si sforzano di interpretare per un giorno il ruolo di principe e principessa, anche se è quanto di più lontano dal loro modo di essere. Magari sono persone alla mano, sportive, moderne, brillanti. Ma quel giorno “si spengono”, comportandosi nel modo più giusto per una sposo o uno sposo, per evitare critiche.
Critiche che ci sono comunque, perché se gli sposi recitano, gli invitati diventano spettatori.

Ad esempio la sposa si sente costretta a cambiare. Rinuncia alla sua personalità, si fa crescere i capelli che invece ama portare corti, si toglie gli occhiali che indossa normalmente, si mette a dieta ecc ecc.
Anche lo sposo cambia il suo look, il suo comportamento, si veste con abiti che non indosserebbe se non fosse costretto ecc…
Questi cambiamenti sono deleteri. Perché vestirvi con un abito che non vi rappresenta, fare delle azioni di cui non capite il senso, davanti a un gruppo di persone che vi sta giudicando, vi imbarazza di certo.

È diverso, invece, se il rito viene costruito con delle parole e dei gesti che sentite vostri.
Ovviamente l’emozione ci sarà sempre. Sentirete comunque il batticuore per la felicità, potrebbe cadervi qualche lacrima o potrebbe tremarvi la voce. Va bene così, poiché non sarà uno spettacolo ma una cerimonia autentica, completamente vostra.
Se vi state chiedendo (specialmente voi sposi più timidi) come ottenere una cerimonia autentica, emozionante e soprattutto senza imbarazzo… non scegliete un rito standard.
Se è standard, per definizione non può essere personalizzato. Quindi non può contenere tutto ciò che invece vi rappresenta.

Ci vuole un lavoro su misura, ma soprattutto si deve creare il rito insieme.
Dovrete essere partecipi della costruzione del rito e della scrittura del testo della cerimonia. Certe frasi, certi gesti, certe espressioni devono venire da voi.
Chiaramente non è il vostro mestiere, quindi non sapete neanche da che parte cominciare per scrivere il testo della cerimonia.
Se volete vivere la cerimonia nel modo migliore, ci vuole qualcuno che vi accompagni in questo percorso. Qualcuno che vi aiuti a scoprire quei gesti speciali, a trovare le parole giuste e a fare tutto quello che riguarda il vostro ruolo, sentendovi a vostro agio.

Questa persona è il ceremony planner.

Al giorno d’oggi, molte coppie si rivolgono ad un celebrante, qualcuno che spesso non fa niente di tutto questo, ma che semplicemente fa da officiante per il rito.
Il mestiere del celebrante laico in Italia è nato relativamente da poco. Ma ci sono già tanti celebranti, alcuni più bravi, altri inesperti. In genere, però, quasi tutti lavorano sempre con lo stesso testo o con poche varianti. Partono da una base comune e fanno poche modifiche. Non sono veri ceremony planner.

Spesso ci si rivolge ad una persona che lavora per il comune e che quindi ha il compito soltanto di leggere gli articoli di legge.
Oppure si pensa a un sacerdote, che segue gli sposi durante il corso prematrimoniale. Però chiaramente non celebra riti civili.
O a qualche amico con cui si è particolarmente legati e che conosce bene la coppia, ma che di certo non sa nemmeno da dove cominciare a strutturare un rito e nel vostro grande giorno potrebbe finire per essere più imbarazzato di voi.
Il risultato può andar bene per i casi generici e per gli sposi più spigliati, ma non per chi vuole vivere questa esperienza in modo emozionante e indimenticabile, soprattutto senza imbarazzo.

Una cerimonia standard è come mettersi un vestito che non è tuo, stai facendo una cerimonia che non è la tua. Può andare bene, può andare male, ma lo scoprirete solo il giorno del matrimonio, e arrivati lì non potrete più farci niente.
Con il mio metodo di ceremony creation ho scelto una soluzione differente. Ho scelto di rendere gli sposi protagonisti della creazione della loro cerimonia.

Quindi ho ideato un versione più coinvolgente e divertente per aiutare le coppie a tirar fuori tutte la loro storia, le paure, i progetti, i sentimenti e le speranze che custodiscono nel cuore. Il testo è realizzato mettendo insieme la mia competenza tecnica con le loro parole.
La cerimonia è molto più che personalizzata, viene realizzata a partire da zero e creata su misura.
In questo caso l’imbarazzo non ci sarà, perché si tratta di un rito autentico e studiato per supportare emotivamente la coppia.
E quel giorno ci saranno solo emozioni e la gioia di godersi uno dei giorni più importante come lo avete sempre sognato…

…perché sognare, dopotutto, è una forma di pianificazione.